

Dal 17 dicembre, le aziende italiane del settore privato con una media di 50-249 dipendenti devono attuare nuovi sistemi di tutela per i “whistleblowers”. Questa iniziativa, derivante dal D.Lgs. n. 24 del 10 marzo 2023, che ha recepito la Direttiva UE 2019/1937, mira a garantire la segnalazione di violazioni normative in modo riservato e protetto.
I “whistleblowers” sono coloro che, nel corso delle proprie attività lavorative o come terzi (fornitori, clienti, ecc.), vengono a conoscenza di violazioni di normative nazionali o comunitarie all’interno dell’azienda e decidono di segnalarle in modo spontaneo e riservato.
L’obbligo riguarda non solo le aziende di dimensioni specifiche, ma anche quelle che adottano modelli di organizzazione e gestione specifici e operano in settori come appalti pubblici, finanza, sicurezza alimentare, ambiente, privacy, sicurezza informatica, ecc. Le aziende coinvolte devono istituire un canale di segnalazione dedicato, garantendo la riservatezza attraverso l’uso di piattaforme sicure basate su software crittografici, conformi al GDPR. I datori di lavoro devono informare chiaramente il personale sulle modalità e i canali di segnalazione. Devono anche individuare e formare una figura responsabile della procedura. Il mancato rispetto di tali disposizioni comporta sanzioni amministrative pecuniarie, con importi compresi tra 10.000 e 50.000 euro.
Per le cooperative che necessitano di assistenza per conformarsi a queste nuove disposizioni, è disponibile il supporto della società di servizi CAF AGCI Srl oppure contattando il supporto regionale Sportello Imprese.
La tutela dei “whistleblowers” rappresenta un passo significativo verso la trasparenza e l’integrità nelle aziende italiane. L’implementazione di questi nuovi sistemi non solo risponde ai requisiti normativi ma promuove un ambiente lavorativo in cui la segnalazione di comportamenti illeciti è incoraggiata e protetta.