AGCI Pesca, bilancio 2019: i progetti per il futuro

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Il 30 dicembre, in una dichiarazione affrontata all’agenzia stampa Chartabianca, il presidente provinciale Agci Cagliari nonché responsabile del comparto pesca e acquacoltura, Giovanni Loi traccia un bilancio con gli interventi mancati e gli obiettivi da raggiungere nel prossimo anno.

Rilanciare la direzione generale della pesca e dell’acquacoltura per rilanciare il settore sardo rimane il punto principale. Sui pagamenti comunitari, si è proceduto all’attuazione di alcuni bandi che hanno aiutato il comparto mentre resta aperta la questione in merito all’articolazione della modulistica che rischia di essere troppo farraginosa per i richiedenti.

Su concessioni e lagune le sfide sono tante e il 2020 è l’anno del rinnovo delle concessioni, dall’acquacoltura agli stagni alle lagune ma la politica e la Regione non hanno ancora messo in campo un qualsiasi progetto di lungo periodo, in particolare si contano forti ritardi sui costosi ripristini ambientali che i privati non possono accollarsi e che richiedono una particolare attenzione circa l’impatto molto delicato sull’ecosistema tra le foci dei fiumi e il regolamento delle acque. Non esiste un piano di recupero e di valorizzazione e la concomitanza del periodo di scadenza mette a rischio la partecipazione stessa di chi volesse investire ai bandi di manutenzione.

Per quanto riguarda il comparto del tonno, rimane forte la necessità di definire un accordo con il Mipaaf affinché vengano assegnate le quote spettanti alla Sardegna.

Sulla portualità, il parere di Loi si riscontra nella valutazione delle differenze infrastrutturali tra le realtà portuali sarde che scontano una gestione poco equilibrata che potrebbe adattarsi a uno sviluppo della piccola pesca, molto importante in Sardegna evitando di penalizzare i pescatori.

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