

Pubblichiamo un estratto del libro “La scuola nel bosco” pedagogia, didattica e natura di Michela Schenetti, Irene Salvaterra e Benedetta Rossini. Il testo vuole essere uno spunto per i cooperatori che operano nell’educazione promuovendo l’esperienza di alcuni servizi dell’infanzia che hanno sperimentato nuovi metodi per un ripensamento delle pratiche d’insegnamento tradizionali. In Sardegna il bosco è una realtà fiorente, nonostante l’attività umana e i famigerati incendi estivi si possono ammirare tantissime specie arboree e floreali di grande valore. Nonostante sia una caratteristica di una buona parte dei paesi dell’interno, nel campo scolastico non si è mai sviluppato un sistema educativo interamente basato sulla naturalità del bosco. “Nel bosco i bambini si muovono tra gli alberi, inventano dal nulla, giocano con materiali naturali, imparano l’uno dall’altro in un ambiente ricco di stimoli, senza tempi e modalità imposti.”
Le esperienze in natura offrono a chi le vive la possibilità di coglierne i benefici e di affrontare nel gruppo educativo alcune soluzioni problema tipiche di questo processo. Se l’uomo è parte della natura ed è energia, bastano anche piccole e concrete azioni per sentirsi parte di questo mondo rispettandolo e ricercando sintonia con esso. Pensiamo alla zanzara che per quanto minuscola sia, con la sua puntura può infastidire e contagiare più individui avendo un’azione molto più grande delle sue dimensioni. I benefici delle esperienze in natura partono quindi dai gesti e dalle esperienze quotidiane per arrivare alle grandi finalità dell’educazione sostenibile.
I benefici legati allo stare in natura si iniziano a percepire nel momento in cui si vivono queste esperienze con una certa continuità. Possiamo dire che i benefici di tali esperienze sono sia diretti, ovvero per le persone che vivono in prima persona esperienze in natura, che indiretti qualora si coinvolgano attraverso le esperienze vissute con i bambini anche altre figure che si prendono cura di loro.
Se ci immaginiamo all’interno di una mappa, a partire dalle minuscole particelle di energia di cui siamo fatti fino alla vastità dell’universo potremo vedere lì collocate tutte le connessioni e le relazioni di cui siamo anche noi parte. I benefici li possiamo immaginare raffigurati in questa mappa, ingrandendo la lente i vediamo circoscritti ai singoli soggetti che li vivono in prima persona ( i bambini, le famiglie, gli operatori dei nidi e delle scuole di infanzia), allargando lo sguardo li vediamo agire e giungere fino al territorio, alla società e al pianeta intero.
Attraverso le esperienze nel bosco e nei giardini abbiamo raccolto i benefici nei seguenti sottogruppi: benefici psicofisici (promozione della salute, riduce il rischio di obesità e di carenza di vitamina D, riduzione raffreddamenti, diminuzione iperattività e aumento concentrazione rilassamento, minor ansia e gestione dello stress, miglior sviluppo psicologico, cognitivo e relazionale anche per bambini affetti da disturbi come ADHD, depressione, autismo, ecc.); benefici relativi agli apprendimenti, alla crescita e alle emozioni (Louv, 2012) (conoscenza e gestione del rischio, problem solving, esplorazione del movimento, della propriocezione, delle proprie potenzialità e limiti, aumento dell’autostima e dell’autonomia, arricchimento dell’intelligenza naturalistica, del pensiero divergente, esperienza estetica, riappropriazione e gestione del tempo e del gioco libero ecc.); benefici nell’ambito della socializzazione e interazione (con gli altri bambini, con le figure educative, con i genitori, con l’ambiente, al prendersi cura, ecc.); benefici legati al senso di appartenenza con il cosmo (il riprendere una dimensione più spirituale, di rispetto e gratitudine per l’ambiente, legati al benessere personale e collettivo dato dal rallentare, dal ritrovare una connessione con la natura di cui siamo parte, dal silenzio dal ritrovare un modo di stare in relazione con gli altri e con l’ambiente che risponde al bisogno di natura intrinseco all’uomo).
I benefici dello stare in natura sono rivolti sia ai bambini, ma anche agli operatori che condividono tali esperienze con loro fino ad arrivare alle loro famiglie e allargando lo sguardo nello spazio e nel tempo, al pianeta intero. Quando un educatore e un’insegnante vivono direttamente e colgono i benefici che tali esperienze portano, si innesca una spirale creativa che arricchisce, amplia e sostiene la relazione educativa.
Via via che un gruppo lavora con intenzionalità e continuità in natura, gli ambiti dei benefici e gli apprendimenti osservati nei bambini si nutrono di sfumature. Così come raccontano molti educatori ed insegnanti, il loro sguardo durante le esperienze in natura ha colto nei bambini: maggiori possibilità di agire il movimento, utilizzo e sviluppo dei sensi, possibilità di esprimere la creatività, felicità della scoperta, dimensione dell’avventura, gusto per l’esplorazione, lo stupore, dare spazio alla fantasia, autonomia personale, liberi nel silenzio e minor inquinamento acustico, giocare all’aria aperta, confrontarsi con l’ambiente esterno (spazi diversi dall’interno, clima che cambia), sperimentazione con materiali naturali e poveri, introduzione del gioco senza gioco, sviluppare lo spirito di osservazione, superare alcune paure, mettersi alla prova e cercare i propri limiti e possibilità, imparare a misurarsi con il rischio e a riconoscere il pericolo, potenziare il senso di orientamento, possibilità di scegliere compagni diversi, sono diminuite la tensione e l’aggressività, è aumentata la concentrazione all’interno, vi è una condivisione più serena degli spazi e dei materiali nel rapporto con gli altri, una minor dipendenza dall’ambiente interno e dall’adulto, la natura come aiuto alla crescita, esperienze autentiche attraverso il toccare con mano, interazione autentica con l’ambiente e con gli altri non mediata da tecnologie, interesse per i piccoli animali presenti in giardino e senso di cura per loro, sviluppo di un pensiero collaborativo e cooperativo, poter usare tutti i sensi contemporaneamente aiuta a creare il pensiero investigativo e di ricerca, apre ai tanti livelli e tempi di apprendimento, la natura può essere inclusiva, si rallenta e si cerca la sosta, emergono tempi individuali, di solitudine e di attesa, si intrecciano le narrazioni e raccolgono racconti dei bambini, cambia lo sguardo e il punto di vista dell’adulto.
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L’asilo nel bosco di Ostia Antica – Roma