AGCI a Regione: Sostegno su costi dpi, nel Bando Invitalia ammesse solo 40 imprese sarde – Notiziario Chartabianca

L.R. 5/57 annualità 2020 – AGCI chiede intervento straordinario per rimborso D.P.I.
28 Maggio 2020
Agenzia delle entrate – Contributi a Fondo perduto
11 Giugno 2020

(CHB) – Cagliari, 29 mag 2020 – Un sostegno regionale alle imprese cooperative sarde per coprire una parte dei costi sostenuti per acquistare i dispositivi di sicurezza Dpi mascherine, camici, calzari, guanti ecc) necessari al lavoro. A chiederlo all’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, è l’Agci Sardegna che con il suo presidente, Sergio
Cardia, ha inoltrato ieri una lettera all’esponente della Giunta Solinas. “Considerati gli effetti dell’emergenza Covid-19 sul sistema cooperativistico abbiamo chiesto all’assessore un intervento straordinario per ristorare le nostre aziende in tutte le spese straordinarie che hanno dovuto sopportare per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale – dice Cardia al notiziario Chartabianca – lo abbiamo chiesto per il sistema cooperativo per fare in modo che nel bando della legge cinque del 2020, quella che dà il contributo del 50% alle imprese cooperative (tranne quelle agricole della pesca) su un tetto di spesa massimo di 45 mila euro, si possa prevedere un intervento straordinario 2020-2021 per aiutare le impresse su queste spese straordinarie”.

BANDO INVITALIA. “Per chiedere questo intervento – dice Cardia – abbiamo richiamato il bando Invitalia che prevedeva un sostegno alle imprese proprio per le spese sui Dpi, perché con questo intervento sono state solo 40 le aziende sarde che al momento hanno potuto godere di finanziamenti, su una platea generale di 200.000 che hanno presentato domanda – ricorda ancora – sul bando, oggi, in tutto sono state finanziate solo 3.150 domande ovvero
quelle pervenute nel primo secondo del click-day”. Dalla graduatoria del bando, infatti “nel solo primo giorno (11 maggio) le domande presentate sono state 135.316 con solo l’1,5% di queste finanziate”, continua Cardia. Delle 40 aziende sarde, rivela il numero uno Agci Sardegna “24 sono di Cagliari, 12 di Sassari, due di Nuoro e per la maggior parte sono aziende che operano nel settore turistico alberghiero e della ristorazione”, aggiunge.

TEMA SENTITO. Secondo Agci quello delle spese sui dpi è un tema molto sentito dal sistema cooperativistico in particolare quello sociale. “Ricordiamo che si tratta di imprese che hanno utilizzato di più i dispositivi di protezione individuali operando nei luoghi sensibili come case di riposo o per l’assistenza domiciliare – sottolinea – considerato che nel bando nazionale hanno avuto accesso pochissime aziende sarde, abbiamo chiesto all’assessorato del Lavoro un intervento straordinario. Speriamo almeno in un rimborso parziale del 50 o 30% delle spese sostenute in questo periodo per far fronte alla prevenzione del virus – aggiunge – avevamo sollecitato già questa azione due mesi fa con una nostra prima lettera a cui ci avevano risposto positivamente parlando di una proposta fattibile – conclude Cardia – si tratta di spese che non sono riconosciute nelle gare di appalto e oggi molte imprese stanno sostenendo spese aggiuntive rispetto alla dotazione stabilità nell’appalto. Speriamo di avere presto notizie positive”.

(CHARTABIANCA) mpig © Riproduzione riservata imprese

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