Comunicati e Circolari

» 19/02/2009 - CONVERSIONE DECRETO ANTI-CRISI. LE PRINCIPALI NOVITĄ

Il 27 gennaio scorso il Senato ha votato la fiducia al Governo sul cosiddetto “decreto anti-crisi” (D.L. n. 185/2008), che diventa così legge.

Con l’avvertenza che già nuovi interventi sono allo studio dell’Esecutivo per fronteggiare le ulteriori emergenze dettate dalla sempre più critica situazione economica del Paese – e, in particolare, per aumentare le risorse destinate agli ammortizzatori sociali, nonché per mettere a punto operazioni che diano respiro al settore auto, con il relativo indotto - il provvedimento sopra citato reca importanti “misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”.

Per una disamina più esauriente di tutti i contenuti del provvedimento in oggetto, o per approfondimenti di sue singole parti, rinviamo alla diretta consultazione del testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione (L. n. 2 del 28 gennaio 2009), pubblicato sul Supplemento Ordinario 14/L alla Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio u.s.

Di seguito, si evidenziano – corredate, ove opportuno, di brevi note di commento - le novità più rilevanti, con particolare attenzione a quelle riguardanti le imprese e tenendo conto delle modifiche apportate alla versione originaria del decreto stesso nel corso dell’iter di conversione.

• Bonus sociale (articolo 1)
È stato differito - dal 31 gennaio al 28 febbraio 2009 - il termine per la presentazione al sostituto d’imposta della domanda per l'accesso al bonus straordinario, di importo compreso tra i 200 ed i 1.000 euro, in favore dei soggetti con nucleo familiare a basso reddito.
L'articolo 1 del Decreto anticrisi è quindi rimasto pressoché identico alla prima stesura e l'unica variazione significativa introdotta è appunto la posticipazione della scadenza: la modifica si è resa ovviamente necessaria a causa del protrarsi dell'iter di conversione del provvedimento stesso.
Tra le altre cose, facciamo notare che quest’ultimo non ha recepito le limitazioni introdotte all’atto della pubblicazione dei moduli necessari per la richiesta del bonus: ciò ha generato una situazione di incertezza, che è stata tuttavia già chiarita con la circolare n. 2 del 3 febbraio 2009 dell’Agenzia delle Entrate.
Infatti, il decreto riporta - nel comma 3 lettera g - la dicitura "euro mille per il nucleo familiare con componenti portatori di handicap per i quali ricorrano le condizioni previste dall'articolo 12, comma 1, del citato testo unico, qualora il reddito complessivo familiare non sia superiore ad euro trentacinquemila”, per cui il bonus spetterebbe a tutte le famiglie con all'interno un portatore di handicap.
Viceversa, le istruzioni ministeriali prevedevano il riconoscimento del bonus qualora il portatore di handicap fosse esclusivamente il figlio.
La recentissima circolare, sopra citata, elimina il disallineamento che si era in tal modo prodotto, stabilendo che l'una tantum di 1.000 euro spetta, per redditi fino a 35.000 euro, in tutti i casi in cui il coniuge, un figlio o un altro familiare del richiedente sia portatore di handicap.

• Mutui e Fondo affitti (articolo 2)
- Si stabilisce che, per i mutui a tasso variabile in corso, le rate del 2009 non possano superare il 4%, grazie all'accollo da parte dello Stato dell'eventuale eccedenza; per i nuovi mutui, invece, il saggio di base su cui si calcolano gli spread è quello Bce.
Si dispone che siano destinate all'ulteriore finanziamento degli assegni familiari le eventuali minori spese a carico dello Stato per l'anno 2009 (rispetto all'importo previsto di 350 milioni di euro) che emergano dall'attività di monitoraggio dei flussi finanziari relativi all'assunzione, da parte dello Stato, di una quota delle rate dei mutui a tasso variabile: è rinviata a un decreto ad hoc la facoltà di ridefinire i livelli di reddito e gli importi degli assegni dei nuclei familiari, per tutelare le famiglie numerose e assimilare le posizioni dei titolari di redditi di lavoro dipendente a quelle dei titolari di reddito di lavoro autonomo che si siano adeguati agli studi di settore.
Inoltre, il mutuatario non dovrà accollarsi i costi notarili per il passaggio del proprio mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale da una banca all’altra. In ogni caso, le banche e gli intermediari finanziari, per l'esecuzione delle formalità connesse alle operazioni, non possono applicare costi di alcun genere, anche in forma indiretta, nei riguardi dei clienti. Per l’inosservanza delle disposizioni sulla portabilità si applicheranno le sanzioni pecuniarie previste dal comma 4, articolo 144, del D.Lgs. n. 385/93.
Dal 2009, vengono estesi agli intermediari finanziari alcuni obblighi previsti per le banche, quale quello di garantire ai contraenti dei mutui prima casa la possibilità di stipulare contratti a tasso variabile indicizzato al tasso Bce, ovvero quello di osservare le disposizioni della Banca d’Italia in materia di pubblicità e trasparenza e di trasmettere alla Banca centrale segnalazioni statistiche periodiche su condizioni, numero ed ammontare dei mutui stipulati.
- È anche autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per il Fondo affitti, finalizzato a sostenere le famiglie più disagiate nell’accesso alle abitazioni in locazione.

• Clausole nulle sui conti correnti (articolo 2-bis)
Sono nulle le clausole contrattuali sulla commissione di massimo scoperto, se il saldo del cliente è a debito per meno di 30 giorni, o in caso di utilizzi in assenza di fido.
Un altro balzello è quindi stato messo al bando dal nuovo decreto anti-crisi, all’insegna di una maggiore trasparenza: ai correntisti che vanno in rosso per meno di 30 giorni la banca non potrà più far pagare la commissione di massimo scoperto e lo stesso discorso vale anche per periodi superiori se non è stato concordato un fido con la banca. Di più: nei contratti di conto corrente non potranno più essere inserite clausole che prevedano una remunerazione per la banca che mette a disposizione fondi indipendentemente dall'utilizzo della somma stessa, oppure senza che il costo sia legato alla durata dell'uso.
Il cliente dovrà inoltre ricevere un rendiconto con cadenza massima annuale contenente l'indicazione dell'utilizzo avvenuto nel periodo.
Attenzione: queste disposizioni valgono anche per i contratti già esistenti all'entrata in vigore della legge, per cui le banche avranno 150 giorni di tempo per adeguarli a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

• Enti locali virtuosi (articolo 2-ter)
Vengono estese le deroghe al patto di stabilità a tutti i Comuni che abbiano rispettato lo stesso nel triennio precedente, con possibilità di escludere dal computo dei saldi rilevati le somme destinate ad investimenti infrastrutturali o al pagamento di spese in conto capitale per impegni già assunti, se finanziate da risparmi derivanti: dai minori interessi conseguenti alla riduzione dei tassi sui mutui o dalla rinegoziazione dei mutui stessi, ove non già conteggiati nel bilancio di previsione; da minori oneri per interessi registrati a seguito dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione disponibile per la rinegoziazione di mutui e prestiti.
All'attuazione della disposizione si provvederà con Decreto del Ministro dell'Economia, di concerto con il Ministro dell'Interno, anche al fine di garantire che gli effetti, in termini di fabbisogno e indebitamento netto, non eccedano i 5 milioni di euro.

• Blocco e riduzione delle tariffe (articolo 3)
L'articolo 3 del decreto che, in prima stesura, prevedeva – al fine di contenere gli oneri finanziari a carico dei cittadini e delle imprese – il blocco dell'emissione, fino al 31 dicembre 2009, da parte di organi dello Stato, di atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe, fatta eccezione per quelli relativi al servizio idrico, è stato riscritto ampliando le esclusioni.
In pratica, il blocco degli incrementi di diritti, contributi e tariffe, da calcolare in base a regole di adeguamento periodico all’inflazione e ad altri meccanismi automatici, non vale più soltanto per il servizio idrico, ma anche per i settori dell'energia elettrica e del gas.

• Servizio civile (articolo 4)
Ai fini previdenziali, i periodi del servizio civile volontario successivi al 1° gennaio 2009 saranno riscattabili con pagamento a carico dell’interessato. I relativi oneri potranno essere versati all’ente previdenziale di appartenenza in un’unica soluzione, ovvero in 120 rate mensili senza interessi.

• Detassazione contratti di produttività (articolo 5)
È confermata la proroga per il 2009 delle misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro, previste dall’articolo 2, comma 1, lettera c), del Decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito con modificazioni dalla Legge n. 126 del 24 luglio 2008.
Si tratta dell’assoggettamento all’imposta sostitutiva pari al 10% delle somme erogate a titolo di “premi produzione” su un importo massimo complessivo di € 6.000 al netto dei contributi obbligatori per legge e con esclusivo riferimento ai lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2008 abbiano conseguito un reddito non superiore ad euro 35.000.
Si noti che non è stata invece prorogata l’agevolazione per le somme relative agli straordinari.

• IRAP ed altre detrazioni fiscali (articolo 6)
- È confermata la deducibilità, per imprese e lavoratori autonomi, dal reddito imponibile ai fini Ires ed Irpef, di una parte dell’Irap pagata.
Ai contribuenti che hanno già presentato domanda spetta un rimborso della quota delle imposte sui redditi fino al 10% dell’Irap dell’anno di competenza. Coloro che non hanno presentato istanza potranno invece farlo per i periodi non ancora caduti in prescrizione (ovvero 48 mesi dalla data del versamento). Per i rimborsi, vale naturalmente l’ordine cronologico di presentazione delle istanze.
- Viene inoltre disposta la proroga al 2010 per le detrazioni fiscali per carichi di famiglia in favore dei soggetti non residenti: all'onere si provvederà a valere sulle risorse del Fondo istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze per il reintegro delle dotazioni finanziarie dei programmi di spesa.

• Esigibilità differita dell’IVA (articolo 7)
Si conferma la cosiddetta “Iva per cassa”, ovvero il pagamento dell’Iva, effettuato da imprese, lavoratori autonomi e professionisti, al momento della riscossione del corrispettivo. Per accedere al beneficio, la fattura deve recare l'indicazione che si tratta di operazione con imposta ad esigibilità differita ed il riferimento normativo; comunque l'imposta diviene esigibile decorso un anno dalla data di effettuazione dell'operazione.
Si rammenta che tutti i cessionari o committenti che applichino l'Iva secondo il meccanismo dell'inversione contabile devono continuare a versarla in base alla data della fattura e non a quella del pagamento: sono infatti escluse dalla nuova disposizione le operazioni effettuate da soggetti che si avvalgono di regimi speciali e le operazioni fatte nei confronti di soggetti che assolvono l’IVA con il reverse charge.
Da segnalare l'eliminazione dal testo del decreto-legge dell'inciso che rendeva applicabili le misure sopra riassunte solo in via sperimentale per il triennio 2009/2011: si tratta, dunque, di norme definitive e a regime, per l’operatività delle quali tuttavia occorre attendere l’autorizzazione dell’Unione Europea ed un apposito Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

• Revisione studi di settore (articolo 8)
Per determinati settori o aree territoriali, gli studi di settore potranno essere corretti, con Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, al fine di tenere conto della crisi economica e dei mercati, anche sulla base del parere della Commissione per gli studi di settore e dei dati della contabilità nazionale.

• Rimborsi fiscali ultradecennali e ritardi pagamenti P.A. (articolo 9)
- Per i rimborsi fiscali ultradecennali, il cui pagamento rientri tra le vecchie regolazioni debitorie ed il cui ammontare sia accertato con decreto, le risorse disponibili per il 2008 ed il 2009 sono iscritte in un fondo speciale.
- Inoltre, un apposito provvedimento dovrà indicare le modalità per agevolare l’intervento delle assicurazioni e della Sace nel prestare le garanzie per agevolare l’incasso dei crediti dei fornitori nei confronti della Pubblica Amministrazione. A tal proposito, per quest’anno, su istanza del creditore, Regioni ed Enti locali potranno certificare entro 20 giorni se il credito è certo, liquido ed esigibile, per consentire al creditore la cessione dello stesso a banche o intermediari.
L’intento è quindi quello di velocizzare i pagamenti dovuti dalla P.A. ed i rimborsi fiscali datati.

• Acconti (articolo 10)
È confermato che la misura degli acconti relativi all’imposta sul reddito delle società ed all’imposta regionale sulle attività produttive, dovuti – per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto 185/2008 – dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi (DPR n. 917/1986), è ridotta di tre punti percentuali.
Ai contribuenti che abbiano già versato per intero l’acconto compete un credito d’imposta in misura corrispondente alla riduzione prevista, da utilizzare in compensazione.

• PMI e Confidi (articolo 11)
Si dispone il rifinanziamento, fino a 450 milioni di euro, del Fondo di garanzia per le PMI e la sua estensione anche alle imprese artigiane, con la prescrizione che il 30% della somma sia riservata al sostegno in favore dei Confidi.
Il predetto Fondo è inoltre potenziato con la garanzia dello Stato: potranno far crescere le risorse dello stesso le banche, le Regioni, gli organismi pubblici e la Sace. Viene poi autorizzato il rilascio di garanzie, nel limite di 13 milioni di euro per il 2009, per gli impegni assunti dalle Federazioni nazionali, per l’organizzazione di grandi eventi sportivi in coincidenza dell’Expo 2015.

• Rivalutazione immobili (articolo 15)
È rimasta invariata, per le società e gli enti non commerciali che non applicano i criteri Ias/Ifrs, la possibilità di rivalutare gli immobili presenti in bilancio al 31/12/2007, con esclusione delle aree fabbricabili e degli immobili alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.
Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione potrà essere riconosciuto a fini fiscali (imposte sul reddito e Irap) a decorrere dal quinto (e non più dal terzo, come prima previsto) esercizio successivo a quello della rivalutazione, con il pagamento di un'imposta sostitutiva del 7% (ridotta al 4% per gli immobili non ammortizzabili).
È stato infine prolungato, da quattro a sei esercizi successivi a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, il periodo nel corso del quale, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze, si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione, in caso di cessione, assegnazione o destinazione a finalità estranee all'impresa.

• Ravvedimento operoso, posta elettronica certificata e libri sociali (articolo 16)
- Viene confermata la riduzione delle sanzioni per il ravvedimento operoso: il contribuente può sanare spontaneamente errori o illeciti fiscali, versando, entro il termine prescritto, il tributo non pagato, gli interessi al tasso legale (che dal 1° gennaio 2008 ammontano al 3%) ed una sanzione stabilita, appunto, in misura ridotta. Si passa infatti da 1/8 a 1/12 della sanzione ordinaria, se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla data di scadenza; da 1/5 a 1/10 della sanzione ordinaria, nel caso in cui la regolarizzazione avvenga oltre i 30 giorni e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi o entro un anno dalla violazione.
Per un tardivo versamento d'imposta, la percentuale per ravvedersi passa così dal 3,75% al 2,5% dell'importo della sanzione ordinaria se si effettua entro trenta giorni; dal 6% al 3% se il versamento si effettua entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
- Si conferma, inoltre, l’obbligo, per le società di nuova costituzione, di indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) nella domanda di iscrizione al Registro delle Imprese, mentre le società già costituite alla data del 29/11/08 dovranno comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata entro 3 anni dall’entrata in vigore del Decreto in oggetto.
Tale obbligo è applicabile anche ai professionisti iscritti in Albi ed Elenchi: questi ultimi sono tenuti a comunicare ai rispettivi Ordini o Collegi l’indirizzo di posta elettronica certificata entro il 29/11/09. A tal proposito, è stabilito che l'elenco formato da Ordini e Collegi, sulla base degli indirizzi forniti dai propri iscritti, sarà riservato e consultabile in via telematica esclusivamente dalle Pubbliche Amministrazioni.
In sede di conversione, è stata specificata la possibilità di sostituire la PEC con un indirizzo di posta elettronica “basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali”.
- È inoltre prevista l'abrogazione del Libro dei Soci per le Srl, che introduce una serie di semplificazioni a carico degli amministratori delle predette società. Innanzitutto, in caso di trasferimento, a qualsiasi titolo, della partecipazione sociale, gli effetti nei confronti della società si produrranno dal deposito del contratto di trasferimento della quota al Registro Imprese e non più dall'annotazione sul Libro dei Soci. Il potere di esercizio dei diritti connessi al possesso della partecipazione sociale si acquista esclusivamente previa esibizione della ricevuta di avvenuto deposito da parte del Notaio o del Commercialista che ha curato l'operazione e che ha quindi depositato l'atto presso il Registro Imprese.
Al via anche una procedura semplificata per il pignoramento di una quota, cosi come per l'iscrizione di un pegno o di un usufrutto: la modifica apportata all'articolo 2471 del Codice civile elimina infatti l'obbligo di annotazione.
Un'altra variazione riguarda la responsabilità solidale dell'acquirente per versamenti ancora dovuti dal cedente: il regime di responsabilità si protrae per tre anni, che non decorrono però dall'iscrizione nel Libro dei Soci, bensì dall'iscrizione nel Registro Imprese.
Ulteriore importante novità riguarda la disciplina di convocazione dell'assemblea: l'indirizzo cui inviare la convocazione è quello che risulta al Registro Imprese. Infine, gli amministratori non dovranno più depositare, unitamente al bilancio d'esercizio, l'Elenco dei Soci, ovvero la dichiarazione che esso non è variato.

• DURC (articolo 16-bis)
Si dispone che le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscano d'ufficio, anche attraverso strumenti informatici, il Documento unico di regolarità contributiva dagli enti abilitati al rilascio.
In sostanza, l'obbligo di dotarsi del DURC viene spostato dalle imprese alle stazioni appaltanti. Tuttavia, l'effettivo snellimento è tutto da accertare, vista la carente informatizzazione dell’accesso diretto alle banche dati.

• Rientro dei cervelli e bonus ricerca (articolo 17)
- È reintrodotto il bonus fiscale, che prevede una imposta sostitutiva del 10% sui redditi di docenti e ricercatori che rientrino in Italia nei prossimi cinque anni, dopo aver svolto almeno un biennio di attività certificata di ricerca o docenza all’estero.
L'incentivo si applica, a decorrere dal 10 gennaio 2009, nel periodo d'imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei due periodi di imposta successivi, sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.
- Il credito d'imposta spetta anche ai soggetti residenti e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate negli Stati membri della Comunità europea, ovvero negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo.

• Fondo per le aree sottoutilizzate (articolo 18)
Si stabilisce che, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto in oggetto, il Cipe assegni una quota delle risorse nazionali che risultino disponibili sul Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), senza modificarne la distribuzione territoriale, rispettivamente: al Fondo sociale per occupazione e formazione e al Fondo infrastrutture, come già previsto, ma anche al Fondo per la competitività e lo sviluppo, di cui all’articolo 1, comma 841, della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006, per il sostegno degli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione da parte delle imprese e dei centri di ricerca.
L'art.18.4 bis modifica l'art.11 della legge 6.8.2008 n.133 per favorire il superamento del disagio abitativo: a tal fine, vengono messe a disposizione le risorse aggiuntive di cui allo stesso art.18.1 b), nonché risorse regionali (Fondo aree sottoutilizzate). Inoltre, viene nuovamente ridotto dal 2 allo 0,5% il compenso per i progettisti degli uffici tecnici pubblici.
Il Codice degli appalti (D.Lgs. n.163/2006) stabiliva il compenso del 2%; la legge n. 133 del 6/8/2008 decurtava il compenso dal 2% allo 0,5%; poi la legge 22/12/2008, n.201 riportava il compenso al 2%, con alcune condizioni. Infine, almeno per ora, l'art.18 sexies di questa legge riduce di nuovo il compenso allo 0,5%, destinando il residuo 1,5%, ad un apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato.

• Iniziative finanziate con contributi pubblici (articolo 18-bis)
Per le iniziative avviate prima della conversione del decreto anticrisi, il saldo del contributo potrà essere incassato dopo la presentazione al soggetto responsabile di un’autocertificazione che attesti la percentuale di investimento realizzata ed il rispetto dei parametri occupazionali. Tali misure sono applicate ai programmi di investimento agevolati: che abbiano raggiunto la realizzazione di almeno i due terzi del programma originario; che abbiano soddisfatto almeno il 66% dell'occupazione prevista. Gli accertamenti di spesa da parte delle commissioni ministeriali sono effettuati sulle iniziative dei patti territoriali e dei contratti d'area comportanti investimenti agevolabili, ammessi in sede di concessione provvisoria, di importo superiore a un milione di euro.

• Ammortizzatori sociali (articolo 19)
Vengono potenziati gli ammortizzatori sociali e si potrà variare il mix di contributi regionali e statali. Inoltre, le risorse del fondo per occupazione e formazione potranno essere utilizzate, con il beneplacito delle Regioni, per il sostegno al reddito. Le tutele sono estese anche ai lavoratori finora esclusi (come gli atipici).
In particolare, sono previsti interventi, nell'ambito del Fondo per l'occupazione e nei limiti di specifici stanziamenti, per riconoscere l'accesso ad alcuni istituti di tutela del reddito (comprese le somme per contribuzione figurativa e assegni al nucleo familiare), in caso di sospensione dal lavoro dei soggetti interessati. Un decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministro dell'Economia, fisserà modalità e criteri di priorità per l'accesso a una serie di istituti di tutela del reddito, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto anticrisi.
È riconosciuto l'accesso, per specifiche categorie di lavoratori, all'indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali, all'indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti, a un trattamento, in via sperimentale, per il triennio 2009-2011, pari all'indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori assunti con la qualifica di apprendista, all'istituto sperimentale per il triennio 2009-2011, di tutela del reddito per i lavoratori a progetto in possesso di determinati requisiti, pari al 10% del reddito dell'anno precedente.
In caso di mobilità tra i fondi interprofessionali per la formazione continua, la quota di adesione a carico del datore di lavoro presso il fondo di provenienza deve essere trasferita al fondo interprofessionale di adesione in misura pari al 70% del totale, al netto dell'ammontare eventualmente già utilizzato dallo stesso datore di lavoro per finanziare propri piani formativi. Il trasferimento è effettivo a condizione che l'importo da trasferire per tutte le posizioni contributive del datore di lavoro interessato sia almeno pari a 3.000 euro. Vige l’obbligo, per il fondo di provenienza, di eseguire il trasferimento entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta da parte del datore di lavoro, senza addebito di oneri o costi, nonché il versamento di eventuali arretrati pervenuti dall'Inps entro 90 giorni dal loro ricevimento.
Sono altresì previsti ammortizzatori sociali in deroga: proroga dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale già concessi, disposta nell'ambito delle risorse finanziarie destinate per il 2009 alla concessione di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale, nonché dei programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali, anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, definiti in specifiche intese stipulate in sede istituzionale territoriale entro il 20 maggio 2009 e recepite in accordi in sede governativa entro il 15 giugno 2009. Il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito previsto dalla legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, è subordinato alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale. Per i lavoratori non destinatari dei trattamenti di mobilità, in caso di licenziamento, è prevista l'erogazione di un trattamento di ammontare equivalente all'indennità di mobilità nell'ambito delle risorse finanziarie destinate per l'anno 2009 agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa. Per gli stessi lavoratori, è prevista altresì l'applicazione della normativa di disoccupazione, esclusivamente per quanto riguarda la contribuzione figurativa. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, sono previsti trattamenti di integrazione salariale straordinaria e di mobilità ai dipendenti delle imprese esercenti attività commerciali con più di 50 dipendenti, delle agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti e delle imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti. I relativi oneri, entro un limite di spesa di 45 milioni di euro, sono a carico del Fondo per l'occupazione.
Prorogata al 31 dicembre 2009 la possibilità di iscrivere nelle liste di mobilità i lavoratori delle imprese con meno di 15 dipendenti licenziati per giustificato motivo oggettivo, connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro. Il diritto all'iscrizione è riconosciuto ai soli fini dei benefici contributivi conseguenti all'eventuale rioccupazione, con esclusione dell'indennità di mobilità. Prorogato al 31 dicembre 2009 il termine entro il quale le imprese che non rientrano nell'ambito ordinario di applicazione della disciplina dei contratti di solidarietà possono stipulare questi contratti, beneficiando di alcune agevolazioni.
Trenta milioni di euro per il 2009, a carico del Fondo per l'occupazione, sono destinati per le possibili proroghe, da parte del ministro del Lavoro, dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria per crisi aziendale, nel caso di cessazione dell'attività dell'intera azienda, di un settore di attività, di uno o più stabilimenti o parte di essi.
Previsto un finanziamento del Ministero del Lavoro, nel limite di 80 milioni, in favore delle attività di formazione nell'esercizio dell'apprendistato, a valere sulle risorse del Fondo per l'occupazione destinate all'attuazione del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

• Fondo di sostegno per l'occupazione e l'imprenditoria (articolo 19-bis)
Viene modificato l'articolo 1, commi 72-74, della Legge 247/2007, di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività, relativamente al sostegno all'occupazione e all'imprenditoria giovanile: è innalzato a 35 anni il limite di età per accedere ai finanziamenti agevolati; è istituito un unico Fondo in luogo dei tre attualmente previsti; è eliminata ogni indicazione relativa a specifiche categorie di beneficiari, finalità e tipologie di interventi; è modificata la procedura per l'adozione della normativa di attuazione (Dpcm al posto di un decreto interministeriale).

• Indennizzi per le aziende commerciali in crisi (articolo 19-ter)
È introdotto l’indennizzo di cui al D.Lgs. n. 207/96 per gli operatori del settore commerciale e turistico che cessano l’attività nei 3 anni precedenti il pensionamento di vecchiaia nel triennio 2009/2011. Conseguentemente, è prorogato fino al 2013 l’aumento dello 0,09% della contribuzione IVS commercianti.

• Procedure esecutive di progetti del Quadro strategico nazionale (articolo 20)
Un Dpcm individuerà gli investimenti pubblici di competenza statale, inclusi quelli di pubblica utilità, con particolare riferimento agli interventi programmati nell'ambito del Quadro strategico nazionale, ritenuti prioritari per lo sviluppo economico del territorio e per le implicazioni di ordine occupazionale e sociale, da assoggettare a procedure derogatorie. La norma vuole, in tempi di crisi, sostenere e assistere la spesa per investimenti, compresi quelli necessari per la messa in sicurezza delle scuole. I decreti attuativi fisseranno i tempi delle fasi di realizzazione dell'investimento, il quadro finanziario e la nomina dei commissari straordinari delegati con il compito di vigilare sul rispetto dei tempi. La Presidenza del Consiglio dei ministri dovrà vigilare sull'operato dei commissari straordinari.
Vengono poi stanziati, per una sollecita progettazione e approvazione delle infrastrutture strategiche, un milione di euro l'anno per il 2009 e il 2010 per l'attività della struttura tecnica di missione.
Sono infine previste forme di collaborazione con la Bei per i finanziamenti delle opere infrastrutturali.

• Programma delle infrastrutture strategiche (articolo 21)
Viene disposto il rifinanziamento del Programma delle infrastrutture strategiche ex Legge Obiettivo, tramite la concessione di contributi quindicennali: 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2009; 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2010.

• Accertamenti (articolo 27)
Raffica di misure in materia di accertamento dei tributi. Viene ampliata la possibilità di fruire dell’accertamento con adesione: si può prestare adesione direttamente ai contenuti dell’invito a comparire all’ufficio. L’invito dovrà essere motivato, conterrà l’indicazione delle maggiori imposte, ritenute e contributi, nonché delle sanzioni e degli interessi riferibili al contribuente. Se quest’ultimo aderisce direttamente all’invito, le penalità sono ridotte ad un ottavo del minimo. L’adesione deve avvenire entro il 15° giorno antecedente la data fissata per la comparizione e deve essere accompagnata dal pagamento della prima o unica rata. L’ambito operativo dell’adesione ai contenuti dell’invito a comparire è stato esteso ulteriormente, consentendo al contribuente di usufruire di questa modalità di definizione anche per le altre imposte indirette, diverse dall’Iva.
Si prevede inoltre che “l'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute è punito con la sanzione dal cento al duecento per cento della misura dei crediti stessi".
Specifiche misure sono previste per le imprese di grandi dimensioni, con volume d’affari non inferiore a 300 milioni di euro, per le quali sarà attivato un controllo sostanziale delle dichiarazioni entro l’anno successivo a quello di presentazione.

• Crediti d’imposta per la ricerca e per il risparmio energetico (articolo 29)
- La normativa sul monitoraggio dei crediti di imposta è estesa a tutti i crediti vigenti alla data di entrata in vigore del decreto in oggetto. Per le agevolazioni destinate alle imprese in relazione ai costi sostenuti per attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, sono stanziati 375,2 milioni di euro per il 2008 (poi 533,6 per il 2009, 654 per il 2010 e 65,4 per il 2011).
- Chi vuole usufruire della detrazione Irpef o Ires del 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici effettuati nel 2008 dovrà rispettare gli stessi adempimenti previsti nel 2007, senza inviare domande o comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.
Per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2009, la detrazione d’imposta lorda deve essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo. Non è previsto un tetto di spesa: il contribuente fruisce in via automatica del beneficio fiscale, inviando all’Agenzia delle Entrate una comunicazione ad hoc, secondo i termini e le modalità che saranno stabiliti con provvedimento del Direttore della stessa.
• Controlli sui circoli privati e Onlus (articolo 30)
- È confermato che il riconoscimento delle agevolazioni fiscali (non imponibilità dei corrispettivi, quote e contributi) a favore delle associazioni, consorzi ed Enti non commerciali è subordinato alla trasmissione, all’Agenzia delle Entrate, dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali, entro i termini e con le modalità che saranno individuati da un apposito Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
- Vengono inoltre elencati i requisiti necessari a configurare un ente come Onlus e a consentire l'accesso alle agevolazioni (anche di natura fiscale) che la legge accorda. Si considera "attività di beneficienza", rilevante ai fini della configurazione dei requisiti delle Onlus, anche la concessione di erogazioni gratuite in denaro, con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte, a favore di enti privi di scopo di lucro operanti in alcuni specifici settori, per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale. La qualifica di Onlus (con i conseguenti benefici fiscali) prevista dall'articolo 10 comma 8 del decreto legislativo di disciplina delle Onlus (Dlgs 460/1997) spetta alle associazioni e alle organizzazioni di volontariato che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali, senza che tale qualifica sia condizionata alla trasmissione dei dati all'Agenzia delle entrate. Vengono quindi previste agevolazioni fiscali per le Onlus, che trovano applicazione fino al 31 dicembre 2009: è estesa l'applicazione dell'imposta catastale in misura fissa, per un importo pari a 168 euro, ai trasferimenti in favore delle Onlus, nei casi in cui ricorrano le condizioni di cui alla nota II-quater all'articolo 1, comma 1, parte I della Tariffa allegata al Dpr 131/1986.